Viaggio in Siria: l’inizio di una grande avventura

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Come mi capita spesso mentre riguardo vecchie foto, mi sono tornati in mente alcuni ricordi di viaggio. Questa volta del mio viaggio in Siria.
Non è sempre facile parlare di sé , soprattutto online, ma credo che le storie su noi stessi siano le più interessanti e le più belle. Penso che sia l’autenticità di un racconto, la storia di chi lo scrive, ad appassionare chi legge. Quindi vi racconterò poco per volta una storia che parla di me e della mia prima esperienza all’estero.

Tempo fa avevo iniziato a scrivere di questa esperienza, ma solo adesso ho deciso di tirare fuori le mie vecchie bozze e condividerle con voi.
In questo post vi parlerò dell’inizio di questa avventura, di come tutto è cominciato. L’inizio del mio viaggio in Siria.

LA PARTENZA

Era novembre e mi trovavo a Roma con mio papà. Eravamo entrambi davanti alla fontana di Trevi e stavamo per lanciare una moneta nell’acqua; dicono infatti che se lanci una moneta nella fontana di Trevi farai presto ritorno a Roma. Forse l’ho voluto fare per scaramanzia, forse a livello inconscio volevo avere la certezza che sarei tornata in Italia. E’ normale avere un po’ di agitazione, ma cercavo di mascherarla il più possibile. Verso le 18 avevamo appuntamento con un amico di mio papà che mi avrebbe restituito il passaporto con applicato sopra il visto per l’ingresso in Siria, e subito dopo ci saremmo diretti all’aeroporto di Fiumicino dove il mio volo diretto a Damasco mi stava aspettando.
Stavo per fare la mia prima vera e propria esperienza all’estero.

LA SCELTA DELLA META

viaggio in siria, la moschea degli omayyadi a damasco

Ero al secondo anno di Università, studiavo alla facoltà di lingue e letterature straniere di Genova e tutti parlavano di Erasmus. Quattro o sei mesi all’estero, in parte finanziati dallo stato, ma il resto? Mi sarebbe piaciuto un sacco provare questa esperienza, ma io non avevo un soldo, se non quelli che mi guadagnavo lavorando al ristorante di mio zio nei weekend, e chiedere ai miei genitori di essere mantenuta all’estero per sei o quattro mesi, mi sembrava un’assurdità. In fondo l’Europa è davvero cara.

Un giorno, durante un esame di grammatica araba noto sulla scrivania della mia professoressa alcuni volantini, riguardanti la possibilità di trascorrere un mese in uno dei paesi arabi tra cui Yemen, Egitto, Marocco, e Siria. Era infatti possibile frequentare l’Università del posto per sostenere un esame in lingua araba direttamente lì ed i prezzi non erano per niente proibitivi.Soddisfatta dell’esito del mio esame tornai a casa e durante la cena tirai fuori l’argomento dell’eventualità di trascorrere un mese all’estero. Inizialmente la risposta fu un bel “No”categorico, ma alcuni giorni dopo riuscii a convincere prima mio padre e poi mia madre. Il Marocco e l’Egitto erano troppo costosi, lo Yemen mi era stato sconsigliato dalla mia professoressa perché pochi mesi prima vi era stato un attentato e la situazione politica era molto instabile, quindi di comune accordo, decidemmo che la Siria sarebbe stata la soluzione migliore.

L’ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO E LA PARTENZA

viaggio in siria: aleppo. Vista dal ristorante di fianco alla moschea

Non ero ancora molto pratica con l’organizzazione e la prenotazione dei voli aerei, quindi mi rivolsi ad un’agenzia di viaggio. Per le faccende burocratiche riguardanti il visto invece, me ne occupai da sola. Mi misi successivamente in contatto con un’agenzia locale gestita da un giovane ragazzo, Muhammad Iskandar, per farmi trovare un alloggio. Avrei vissuto con una famiglia musulmana che mi avrebbe ospitata per un mese circa. Una volta arrivata a Damasco avrei dovuto pagare la tassa mensile universitaria e poi avrei potuto accedere alle lezioni. Non mi sembrava vero! Fino a quel momento non sapevo nulla della Siria, non sapevo neanche dove si trovasse sul mappamondo! Ma dopo l’esperienza vissuta in questo luogo magico, mi è rimasta talmente nell’anima che ho sentito l’esigenza di tatuarmela sulla pelle, in modo da avere la certezza di non scordarla mai.

Ricordo ancora che avevo acquistato una valigia rossa enorme, poteva tranquillamente contenere me seduta al suo interno. Pochi giorni prima della partenza mia mamma mi aveva accompagnata a comprare degli abiti e delle camicie larghe e leggere da indossare là. Tutto ormai era pronto: dovevo soltanto partire.
Stranamente la sera prima della partenza non ero per niente agitata, ma quando, in aeroporto, arrivò il momento di salutare mio papà, mi vennero le lacrime agli occhi, ma decisi di girarmi subito, dargli le spalle, proseguire verso l’imbarco e piangere in solitudine mentre tra me e me pensavo “ora non si torna più indietro”.

Il mio viaggio in Siria era appena cominciato.

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2 commenti to “ Viaggio in Siria: l’inizio di una grande avventura”

  1. Sean dice:Rispondi

    That must’ve been such a cool experience. Also, interesting about the fontana di Trevi, I love stuff like that!

    1. Free Soul On The Road dice:Rispondi

      Thank you Sean 🙂
      Other posts are coming soon, I just hope Google will make a good job translating what I wrote 😀

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