Viaggiare da sola per vincere le insicurezze causate dal bullismo

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Si dice che viaggiare sia la cura per l’anima ed io non potrei essere più d’accordo con questa affermazione. Viaggiare da soli ci fa uscire dalla nostra comfort zone e ci permette di sperimentare qualcosa di nuovo. Il viaggio apre la mente, ma soprattutto ci fa riscoprire quella forza che si nasconde dentro ognuno di noi.
La domanda è: viaggiare da soli può essere utile anche per ritrovare la fiducia in sé stessi e vincere tutte quelle insicurezze causate dal bullismo? La risposta è sì. Ora vi racconto la mia storia.

viaggiare da soli per vincere le insicurezze

Che cos’è il bullismo

“Con il termine bullismo si intende definire un comportamento aggressivo nei confronti di chi non è in grado di difendersi.”
Tale atteggiamento può avere sia l’aspetto di violenze fisiche ma anche quello di violenze psicologiche: azioni sistematiche e ripetitive che si trasformano in veri e propri atti persecutori. I ruoli sono ben chiari: da una parte c’è il “bullo”, colui che compie questo tipo di azioni, dall’altra parte abbiamo la “vittima” che invece le subisce.

Gli atti di bullismo possono essere molteplici e svariati: offese e insulti, derisione per l’aspetto fisico o per il modo di parlare, diffamazione. Questo tipo di comportamenti spesso avvengono davanti ad altre persone in modo che la vittima subisca un ulteriore umiliazione. In casi più gravi sfociano poi in vere e proprie aggressioni fisiche.

Conseguenze a lungo termine

Gli atti di bullismo generalmente avvengono in giovane età e durante l’adolescenza. Oltre al fastidio, al dolore interiore e alla rabbia momentanea, possono avere serie conseguenze che si trascinano nel tempo.
Il bullismo infatti non è soltanto un fatto estremamente spiacevole, ma è considerato un fattore che aumenta notevolmente il rischio di sviluppare diverse tipologie di disturbo anche in età adulta.
Molteplici studi dimostrano che chi ha subito atti di bullismo da piccolo è facile che nel corso della vita, sviluppi attacchi di panico, agorafobia, disturbo d’ansia generalizzato, dipendenze di vario genere e depressione.

La mia esperienza

Se ripenso a quei momenti provo ancora un forte senso di rabbia che non credo mai mi passerà. Ricordo che uscire da scuola e tornare a piedi verso casa per me si era trasformato in una sorta di incubo. Sapevo che se avessi ritardato di qualche minuto avrei incontrato lungo il tragitto i ragazzi più grandi delle altre scuole. Quindi avrebbero iniziato a prendermi a spallate, mettermi in un angolo, prendermi in giro, minacciarmi, deridermi e umiliarmi davanti agli altri.
Quando succedeva mi veniva da piangere, ma non volevo dargliela vinta, allora provavo a blaterare qualche insulto a mia volta, ma io ero da sola e loro erano sempre più di me, quindi era facile che avessero l’ultima parola.

Uno dei ricordi più brutti è quello del giorno in cui ci fu la premiazione dei vincitori alla competizione sportiva tra le varie scuole. Doveva tenersi all’aperto, ma a causa di fori piogge si tenne nella sala di un grosso cinema.
Davanti a me riconobbi subito che erano seduti gli stronzi delle altre scuole, quelli che non mi lasciavano mai in pace. Volevo cambiare posto, ma temevo che alzandomi mi avrebbero vista. E poi avrei dovuto dare spiegazioni alle mie compagne di classe, avrei dovuto rispondere a domande del tipo “ma perché ti vuoi spostare?” ma non avrei mai potuto dire “perché ho paura dei ragazzi davanti”. Mi vergognavo troppo, sarei risultata debole, più sfigata di quanto già potevo essere. Quindi decisi di restare lì sperando di diventare invisibile.

Ma purtroppo non diventai invisibile. Uno dei ragazzi mi vide e si alzò in piedi sulla sedia per attirare l’attenzione di tutta la sala. Iniziò ad indicarmi dicendo “guardate c’è il genio della lampada! ma riesci a vederci con quel naso che ti ritrovi?” e tutto il cinema scoppio a ridere in un boato.
Io volevo morire dalla vergogna, ma il mio desiderio più grande in quel momento era quello di riempirlo di pugni perché provasse anche lui il dolore che provavo anch’io. Ma non riuscii a fare niente. Ricordo di essere stata zitta con le mani chiuse in pugni talmente stretti che per poco non mi facevo uscire il sangue.

Da quella volta uscire di casa, anche solo per fare un giro con gli amici il sabato pomeriggio, mi faceva stare male. Ricordo benissimo il mio stato d’ansia. Camminavo veloce, guardando in basso sperando di non essere vista da nessuno, avevo paura di incontrarli di nuovo, e pregavo perché non mi vedessero. Ma puntualmente accadeva. Ed ecco che arrivavano nuove umiliazioni.

Addio autostima

E’ importante ricordare che alcune frasi o azioni dette da chi compie atti di bullismo, possano sembrare agli occhi degli altri, fatti di poco conto. Sono in realtà per la vittima qualcosa di estremamente grave. Ciò che per alcuni può risultare “soltanto una battuta”, ha un significato molto più profondo per chi è vittima di bullismo e riceve le stesse offese e umiliazioni ripetutamente.
Per questo motivo purtroppo, molto spesso gli episodi di bullismo non vengono riconosciuti, perché determinate azioni o atteggiamenti vengono purtroppo sottovalutate.

Le continue umiliazioni in pubblico, le offese le prese in giro pesanti vanno a ledere ancora di più l’autostima della vittima, che generalmente è già piuttosto scarsa.
Nel mio caso ad esempio, avevo sviluppato un profondo stato di vergogna e disprezzo per me stessa.
Stare in mezzo alla gente inoltre, mi provocava ansia, avevo il pensiero costante che qualcuno potesse ferirmi in qualsiasi momento, umiliandomi e mortificandomi come persona.
Mi sentivo inadeguata, come se non fossi mai all’altezza delle situazioni in cui mi trovavo. A tratti mi odiavo, perché mi sentivo debole. Non riuscivo neanche a guardarmi allo specchio.
La mia autostima non esisteva più.
Sono cresciuta quindi con la convinzione di non valere nulla.

A volte però l’orgoglio usciva allo scoperto.
Mi sentivo come divisa in due: da un lato c’era l’Elisabetta vittima di bullismo, insicura, che non si amava e convinta di essere insignificante. Dall’altro lato c’era un Elisabetta orgogliosa, che in qualche modo non voleva che queste convinzioni prendessero il sopravvento, perché avrebbe voluto significare darla vinta a chi mi aveva fatto del male.
Nella maggior parte dei casi era la persona insicura a guidare le mie scelte, ma fortunatamente qualche volta la persona orgogliosa aveva la meglio.

Così cercavo disperatamente di mettermi alla prova.
Volevo dimostrare all’altra parte di me che si sbagliava: forse non ero del tutto inutile e incapace. Non era però semplice, perché il conflitto interiore era davvero grande.

Viaggiare da sola per vincere le insicurezze causate dal bullismo

Viaggiare da sola mi ha aiutata davvero molto a vincere tutte le mie insicurezze.
Il viaggio era diventata una sfida con me stessa.
Il fatto di essere in un Paese lontano da casa, completamente sola, faceva sì che per qualsiasi evenienza avrei dovuto contare solo ed esclusivamente sulle mie forze. In questo modo l’unica alternativa era quella di affidarmi e fidarmi completamente di me.
Riporre fiducia in qualcuno che hai sempre disprezzato non è semplice, soprattutto se quella persona sei tu.
Con il passare del tempo però ho cominciato ad apprezzare la mia compagnia, che non era poi così male. Riuscire ad affrontare da sola situazioni problematiche in capo al mondo mi faceva sentire bene, mi dava una maggiore sicurezza. Sentivo che forse non ero completamente incapace e inutile.

Il viaggio mi ha aiutata a capire che anche io meritavo un po’ di felicità, mi ha aiutata a guarire tutte le ferite che portavo dentro. Sono riuscita a ritrovare un po’ di sicurezza e a non sentirmi più “sbagliata”.

viaggiare da sola per vincere le insicurezze - bullismo

Essere circondata poi da luoghi straordinari mi ha aiutata a riscoprire la bellezza anche dentro di me.
Avere un atteggiamento mentale positivo è molto importante, ma non sempre è facile mantenerlo. Essere circondati da qualcosa di meraviglioso non lascia indifferente: è inevitabile provare belle sensazioni. Questo può essere davvero di aiuto per ritrovare un po’ di positività e allontanare i pensieri negativi.
In fondo, quando riesci a vedere il bello che ti circonda incominci a capire che qualcosa di bello deve esserci anche dentro di te.

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